20 maggio 2012

La vita continua, ma lo spettacolo quando si ferma?

Strano come non succede niente per mesi e poi in due giorni si scatena l'inferno. Ed allora ti rendi conto che ogni tanto nella vita va resettato tutto per capire quali sono le nostre priorità. Ogni tanto bisogna fermarsi per capire ciò che davvero conta, ciò che impariamo spesso ad apprezzare quando lo sentiamo scivolare dalle nostre mani.
Ieri sera su twitter e facebook ho letto decine di commenti sulla finale di amici e la cosa mi ha parecchio disturbato. E' vero la vita continua ed anche lo show, ma chi è che deve porre dei limiti?

Quando il fisiologico periodo di lutto può far tornare alla vita normale. Non è che se una ragazza muore e noi non la conosciamo il lutto non c'è, quella ragazza avrebbe potuto essere chiunque. Quando un fatto diventa barbaro il lutto è nazionale, e che senso ha non fermare la macchina mediatica di fronte ad una tragedia come quella di Brindisi? Vedere a mezzanotte coriandoli e ragazzini esultanti è stato triste. E non si tratta di giudicare chi la trasmissione l'ha vista, il problema sta a monte, il problema è che vanno scomparendo quella moralità e quei valori che dovrebbero essere l'humus della società civile. Non ci si dovrebbe neanche porre il dilemma se annullare o non annullare, non si può fare finta di nulla e andare avanti come se nulla fosse successo.
La vita continua è vero, ma lo spettacolo dovrebbe fermarsi a volte.

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17 commenti:

  1. Sono d'accordo, anche se per Brindisi forse si sarebbe corso il rischio di fare una trasmissione sensazionalistica alla Vespa tutta di pancia e niente ragionamento. Pero' io ero ben sveglia quando da voi c'e' stato il terremoto, e leggevo commenti sgomenti di persone che non trovavano informazioni su nessun canale televisivo, in una rincorsa di notizie e commenti spaventati tra chi era collegato in rete. Che pena.

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  2. Non sono d'accordo. Anche a Brindisi chiuderanno gli esercizi commerciali ma non le scuole per dimostrare che non si ha paura. Nessuno restituirà la vita a Melissa.
    La stessa cosa si dovrebbe dire per le partite di calcio e il terremoto e per altre tragedie. Lo spettacolo ha leggi di mercato che prescindono, purtroppo, dalla morale.
    Il problema non credo sia solo a monte: il problema è nella coscienza collettiva e sono sicura che saranno stati molti quelli che ieri hanno ignorato quanto accaduto abbagliati da una manciata di coriandoli. Il menefreghismo non si accende o spegne con la tv. Credo. Ma è solo il mio punto di vista. Notte

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    1. silvia lo so bene che le leggi di mercato dominano su tutto però mi ha dato fastidio vedere quella spensieratezza in un momento così particolare.
      però hai perfettamente ragione quando dici che il problema sta a monte

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  3. E tu perché stavi lì a guardare coriandoli e ragazzini esultanti e a leggerne le cronache su twitter e facebook?
    A mio avviso ognuno di noi ha la facoltà di scegliere, ed ogni nostra scelta contribuisce a creare la società in cui viviamo.

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    1. caro sempronio/a (scusa ma riesco a interloquire male con un anonimo),
      è colpa mia non aver fatto la cronistoria della mia serata.
      sabato sera lavoravo al pc ed avevo twitter e facebook aperti ecco perchè leggevo i vari aggiornamenti dei social.
      tra l'altro forse non si era capito ma io "amici" lo mal sopporto.
      guardavo le previsioni del tempo prima di andare a dormire ed ho fatto zapping, ecco come sono capitata su "amici".
      guarda che la mia non era una critica a chi la trasmissione l'ha vista, ma a chi la trasmissione l'ha mandata in onda. Era una mia semplice riflessione.
      Lo so bene che ogni nostra scelta contribuisce a creare la società in cui viviamo, si vede fin troppo chiaramente.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. La televisione dovrebbe informare e stimolare la riflessione e la discussione in queste occasioni particolari e tragiche. Trattandosi di uno spettacolo dedicato a ragazzi e idoli dei ragazzi, secondo me la finale di amici doveva essere rimandata ma a parte le leggi di mercato dello spettacolo io credo, come ho scritto oggi, che ognuno abbia il suo microcosmo in cui rifugiarsi per prendere respiro e affrontare la gravità dei pensieri e delle emozioni, la gravità delle implicazioni degli avvenimenti accaduti. Credo che ognuno ne abbia bisogno. E questo non significa che non si è consapevoli o che si è menefreghisti. Nel mio microcosmo ieri sono stata alla festa di compleanno di una nonna novantenne, eravamo in 44 a festeggiare cantare e brindare. Oggi seguirò gli aggiornamenti di Brindisi e quelle dell'Emilia e al contempo continuerò a fare la mia vita, a preparare le bomboniere per mio nipote eccetera. Adesso sono qui a leggere i blog.

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    1. ciao laura, ma infatti la vita continua, anche quando le tragedie ci colpiscono personalmente. Quando ho scritto il post sapevo che potevo essere mal interpretata. La vita deve continuare ma mi piacerebbe che certe cose colpissero di più gli animi di chi certe cose le può cambiare.
      A mio avviso trasmettere uno spettacolo con migliaia di ragazzini urlanti e coriandoli colorati è stato di cattivo gusto.
      e non avrei apprezzato neanche il plastico della scuola eh, il silenzio a volte vale più di mille parole.

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    2. Non ti ho mal interpretata laura, assolutamente. Ho solo esposto il mio punto di vista che concorda col tuo sulla opportunità di rimandare la finale di quel particolare spettacolo dedicato proprio ai ragazzi.
      Il resto del mio intervento era dedicato proprio al mio punto di vista... che abbiamo comunque bisogno di una valvola di sfogo. :)

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  5. Il confine tra il "bisogna andare avanti, non dobbiamo modificare le nostre vite" e il giusto atteggiamento morale di fronte ad una tragedia è molto sottile, labile, soggettivo. Io sono d'accordo con te. E' vero che non bisogna piegarsi, dando ragione a chi compie atti tanto ignobili e vigliacchi, ma è anche vero che, secondo me, trasmettere una puntata di Amici, trasmissione fatta di giovani, di ragazzi, di persone che tentano di realizzare i propri sogni, è stato fuori luogo.
    Non si chiede di mandare il monoscopio tutta la sera, o di stordirci di talk show sull'argomento (che forse sono ancor peggio). Bastava un film, un bel film.

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    1. esatto bastava un film, bastava dire "è vero la vita continua ma un attimo di pacatezza è bel gesto"

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  6. Sono parzialmente d'accordo laura, dici bene quando la morte altrui non deve riguardare solo il singolo individuo..ma la collettività! Come cita Hemingway in 'Per Chi suona la campana'..il fatto è che lo stesso marketing che sta dietro allo show business, quindi ai programmmi di tendenza, sta ahimè dietro alle vicende di cronaca.
    Purtroppo gli eventi vengono tanto più evidenziati da un giornalismo di sensazioni, tanto più fanno notizia. Con questo attenzione non vorrei sminuire assolutamente quanto è successo, ma porre l'attenzione sul fatto che ogni giorno ( e porca miseriaccia) ogni giorno succedono eventi analoghi...basti pensare alle guerre civili che ancora impreversano, alla povertà assurda che esiste in molti paesi, ai casi di malasanità, alla situazione in Israele, agli amici che ahimè ho perso per incidenti automobilistici evitabili...l'elenco è infinito..la morte tuttavia ha una faccia sola.
    Un abbraccio

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    1. hai perfettamente ragione,il mondo è pieno di ingiustizie brutali e feroci.
      lo sai che esiste una "regola" giornalistica per cui un italiano morto fa più notizia di tot stranieri in tragedia. Io purtroppo sulla televisione sono super critica perchè credo che abbia abbandonato completamente quella missione sociale che gli starebbe stata proprio bene.
      E bada che io la tv la guardo, ma certe scelte sono aberranti.

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  7. lasciamo perdere i canali d'informazione italiani. Io sono emiliana e il terremoto l'ho sentito molto bene. Anzi, troppo, direi....beh il sito dell'Ans(i)a a mezz'ora dalla scossa era ancora "momentaneamente non disponibile", per non parlare del televideo fermo all'1am. Mi sono dovuta collegare con l'oltrenoceano per avere notizie DETTAGLIATE praticamente in tempo reale. Roba da matti.

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  8. Mmmmhh, sono d'accordo in parte.
    Il messaggio di non fermarsi può anche essere letto come "In Italia non ci sono solo stragi, ma anche ragazzi che realizzano i loro sogni"
    Nemmeno io sono una grossa fan di amici, però per molti italiani andare ad amici è un sogno. E' un dato di realtà e purtroppo ci sarebbe da scrivere un intero post sui sogni degli adolescenti italiani (amici, gf e veline).
    Poi penso anche che la puntata sia andata in onda più per motivi economici che per motivi morali.
    e morale a parte Ora come non mai, in Italia, ci vuole giustizia e un apparato politico che impedisca tutto ciò.

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  9. Ciao Laura,
    ho eliminato il commento sopra perché l'avevo inserito al posto sbagliato.
    Capisco il tuo disagio rispetto alle leggi dello spettacolo.
    Credo comunque che tutti potremmo fare qualcosa per cambiare semplicemente scegliendo di non esserci. Come hai fatto tu: zapping e ... via, a nanna.
    Io sono anche più estrema, perché non ho proprio la tv a casa.
    A presto!
    :)

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