19 maggio 2012

Ricordi di una faida che assomigliano troppo al presente

Tanti anni fa nel paese del mio liceo scoppio una faida di 'ndrangheta. Ricordo come fosse ieri la paura che avevamo tutti a girare per le strade, e ancora di più ricordo la paura dei miei genitori che ora posso capire fino in fondo.
Ma noi avevamo una certezza, la certezza che dentro i cancelli della nostra scuola fossimo al sicuro, che quello era un terreno neutrale, perché ci sono luoghi che sono intoccabili, luoghi in cui si è in una sorta di bolla di vetro e si è certi che nulla di brutto può succedere.

Qualche tempo fa lessi una testimonianza di una madre palestinese che raccontava di mandare i suoi due figli a scuola in due autobus diversi, sperando di vederne tornare almeno uno. Era anche lì il tragitto il pericolo, non la scuola.
E poi stamattina tutto cambia.
Stamattina ti alzi e ti rendi conto che non ci sono più luoghi inviolabili, che i tuoi figli non sono al sicuro neanche nel posto più sicuro del mondo. Fino a stamattina.
Ed allora io mi chiedo quando l'indignazione rimane dentro di noi, e quando si trasforma in qualcosa di concreto? Quando la nostra piccola e misera mentalità si accorgerà che difendere il nostro piccolo orto non serve a nessuno, men che meno a noi stessi?
Penso da tanto una cosa, e mi dispiace pensarla perchè è come perdere un po' di fiducia nel futuro. Penso che quando succedono certe cose si è vicini ad un punto di non ritorno, e non basta indignarsi per cambiare le cose. L'indignazione è una sterile idea chiusa in un barattolo di vetro se non sono i nostri atteggiamenti e i nostri pensieri a cambiare.
Oggi è morta una piccola parte del futuro dei miei e dei vostri figli, ed è molto triste.

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13 commenti:

  1. Hai ragione. Ma ciò che possiamo fare noi mamme è non arrenderci di fronte a tanto orrore. E continuare a crescere i nostri figli insegnando loro la legalità, l'amore e il rispetto per gli altri. Questo è quello che ci rimane da fare.
    E, secondo me, non è poco!

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    1. cristiana io sono cresciuta in una terra non facile e credimi quando ti dico che siamo quasi in un punto di non ritorno. La cancrena non si guarisce, si taglia l'arto.
      Io mi impegnerò ogni giorno ad insegnare ai miei figli i valori in cui credo, ma i muri di gomma sono difficili da abbattere.

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  2. Avevo scritto un commento lunghissimo ma preferisco rinunciare. Oggi ho letto gia' troppe interpretazioni ridicole a questo schifoso atto di vigliaccheria. Dico solo che e' un post bellissimo e che mi piace tanto il paragone con la donna palestinese.
    Sbagliero', ma secondo me la scuola non c'entra. Pero' ho capito cosa intendi dire. Ti abbraccio.

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    1. grazie anche se avrei preferito non doverlo scrivere. E credimi quando ti dico che mi sono trattenuta
      un abbraccio grande a te

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  3. Quanto hai ragione...sono sgomenta! E mi chiedo in che mondo stanno crescendo i miei figli...non certo in quello che avevo sognato per loro! Ti abbraccio forte

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  4. purtroppo quello che è successo oggi è segno di una ferita che difficilmente si riuscirà a richiudere, la violenza,l'infamia, la stupidità, insite nella mente e nel cuore dell'uomo, sono mali da cui difficilmente riusciremo a guarire...ma io credo ancora nella speranza e nell'amore. Devo crederci come donna, come figlia, come giovane e come possibile madre.

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  5. Dal momento della notizia sto cercando di immaginare fisicamente il vigliacco (i vigliacchi) che ha attuato questo infame gesto. Mi chiedo se ha un padre, una madre, dei figli... Mi chiedo cosa sta pensando oggi, il giorno dopo; se le reazioni che ha suscitato rispondono a quanto cercava... Se stanotte ha dormito, tranquillo, nel suo letto, magari con un gatto appoggiato ai suoi piedi...
    E mi chiedo, ogni minuto che passa, se le maledizioni che gli sto mandando andranno a buon fine: gli arti in cancrena avanzata non si curano, bisogna assolutamente amputarli. Se ci tieni alla vita; altrimenti tutto il corpo finirà per marcire, e allora la morte sarà il minore dei mali.

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  6. Anche io sono rimasta colpita, più che dalla supposizioni che si rincorrono sull'autore di questo delitto, dall'obiettivo, una scuola. Da insegnante è come una ferita, davvero. Quello che racconti di quella mamma palestinese e della tua esperienza mi fa capire che è stato oltrepassato un limite.

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  7. Grazie Laura. Io proprio non riesco a scrivere niente su quello che è successo, però quello che hai scritto tu è molto bello. Un abbraccio anche da me.

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  8. Ciao Laura, non ci conosciamo ma visito spesso il tuo blog, se vuoi nel mio c'è un pensierino per te! Complimenti!

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  9. Nel mondo globalizzato non ci sono più lughi sottratti alla violenza: di questo dobbiamo esserne coscienti. Si può solo camminare insieme, perchè l'unione, ieri come oggi,fa la forza. E noi tutti abbiamo bisogno di una forza piena di pace.

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  10. E' veramente sconcertante e disarmante non si è più sicuri di niente e di nessuno

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  11. Brava Laura, hai scritto proprio un bel post. Siamo tutte terrorizzate perchè purtroppo queste cose continuano ad accadere e la paura che possano toccare i nostri figli è reale e non ci permette di vivere serenamente in un mondo che molto di rado rispetta il prossimo. L'unica cosa che ci è concessa è cercare di educare i nostri figli insegnandoli quei giusti valori sperando che in un futuro queste brutalità gratuite possano interrompersi. Ti abbraccio.

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